Trascrizione/descrizione
Il codice, copiato da collaboratori abituali di Guarnerio e commissionato nel 1463 ad Antonio di Avvento da Spellagallo, è stato collazionato dal prete Giovanni Antonio. L'antigrafo probabilmente fu procurato da Raffaele Zovenzoni. È il n° XIV del Coluta, la cui segnatura è trascritta a penna sul recto del piatto anteriore, sul foglio di guardia e nel cartellino incollato sul dorso
Osservazioni
Fascicoli: carte 1- 120=1, 12 quinterni, carte 121-128, 1 quaterno, carte 129-328, 20 quinterni, carte 329-336, 1 quaterno, carte 337-366, 3 quinterni, carte 367-373, 1 quaterno, la cui ultima carte non numerata è incollata al piatto posteriore.
Richiami sulla destra del margine inferiore del verso dell'ultima carta di ciascun fascicolo; lemma verticale esterno allo specchio di scrittura soltanto alle carte 1- 110, 120, 249-298.
Linee 37 su 37 rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 250x150 alle carte 1-94, 97-100 e 149-371; linee 39 su 39 entro mm 260x150 alle carte 95-96 e 101-148. Scrittura: littera antiqua di un copista non identificato alle carte 1r-110v; bastarda di Odorico Pilosio alle carte 111r-371v, cui si alterna una corsiva all'antica di altra mano (Biagio Pilosio?) alle carte 234v, 236r, 237v, 239r, 274r, 274v, 279v. Marginalia e intervento di Guarnerio nel VI libro a carta 111r; correzioni di Giovanni Antonio e di Niccolino da Zuglio