Trascrizione/descrizione
La presenza del Pilosio, alcune filigrane e la revisione di Guarnerio suggerirebbero di dateìare la trascrizione di questo codice approssimativamente nell'ultimo periodo di attività, spostando quindi di oltre un lustro la precedente datazione(Casarsa, Valla, 169). La scelta dei testi riflette l'interesse per l'oratoria e la didattica. Nell'inventario Coluta è contrassegnato dal n. CXIV, la cui segnatura è trascritta a inchiostro nel cartellino incollato sul dorso e sul recto del piatto anteriore, dove si legge inoltre quella del Liruti (n. 80).
Osservazioni
Carte numerate recentemente a lapis. Filigrane n. 215, 216, 207 e 210.
Fascicoli: quinterni, tranne cc. 71-82 (sesterno), e cc. 193-198 (terno).
Richiami sulla destra del margine inferiore del verso dell'ultima carta di ciascun fascicolo. ll. 25 su 25 rigate e delimitate lateralmente a pressione su mm 198x98.
Scrittura: bastarda di Odorico Pilosio a cc. 1r-59r e 83r-197v; corsiva all'antica a cc. 61r-79v. Correzioni e rubriche di Guarnerio. Una nota autografa di Emiliano Cimbriaco rivolta ad Antonio Cavallaro a margine di c. 193r. L'osservazione del Cimbriaco, che forse ebbe tra le mani il ms. a San Daniele, dove insegnò nel 1470, riguarda il terzo libro dell'opera di Lorenzo Valla, completata nel 1452:"Milianus Cimbriacus. Nota antoni Caballari. Quid de nugis, quas tu pueros doces, sentiat L. Val. vir clarissimus dicas etiam mihi mederi fuit".