Trascrizione/descrizione
Il codice, che contiene la Divina Commedia di Dante, è generalmente assegnato al Trecento exeunte e ad ambiente toscano. Un intervento di G. Contini però, precisa che "la patina da cui è connotata la seconda parte del testo(...) o è periferica o porta addirittura fuori di Toscana". Inoltre, una perizia sulle miniature policrome e sui disegni acquerellati li fa rientrare "per il loro carattere stilistico, nell'ambito pittorico fiorentino del Primo Quattrocento".
Antiche segnature
Nella guardia anteriore: (c. 1v) le antiche segnature; (c.IIr) in alto, al centro "A.A"; (c. IIIr) "Della Commedia di Dante. Canti XXXIV dell'Inferno. I primi tre canti sono col comento volgare. I canti IV-V-VI-VII sono in vresi volgari e latini; e dal canto IV fino al XXXIV vi è il comento latino, benché non continuato".
Nella guardia posteriore: (c. Iv) "Antonmaria Salvini nelle note al commento del Boccaccio sopra l'Inferno di Dante tomo II pag. 336 dice d'aver veduto un testo a penna di Dante, in cui da principio erano da XX a XXX versi latini a fronte del testo volgare. Qui però pag. 21 e seguenti ne sono delle centinaia"; (c. IIv) "Trattato della sfera, di Alfragano filosofo, in Greco, e di Greco tradotto in Latino, e di Latino traslato, e di Lingua Gallica, cioè Francesca in Fiorentino volgare per Zucchero Bencivenni Notaio di Firenze nell'anno 1313. Codice in cartapecora in foglio presso il R. Domenico Quarteroni, custode della Libreria Panfilia a piazza Naona 1710".
Osservazioni
La guardia anteriore è formata da tre fogli, probabilmente recenziori, non numerati e da cinque fogli segnati I-V nell'angolo sup. destro e A-E nell'angolo inf. destro; si notano tre numerazioni moderne, la prima a pagina, nell'angolo sup. destro, inizia da c. 6r con la cifra 11 e prosegue fino a 190, la seconda, sempre nell'angolo sup. destro, a carte, da 1 a 90, la terza, nell'angolo inf. destro, eguale alla precedente, continua fino a 93. Attualmente il codice consta di 11 fascicoli, il primo dei quali, segnato a, è un quinterno anomalo; gli altri dieci fascicoli, segnati b-m, sono quaterni. Richiami saltuari nell'angolo inf. destro dell'ultima c. di ciascun fascicolo, due dei quali non corrispondono al testo della c. seguente. Il codice è mutilo, come si desume dal richiamo di c. 90v. Da c. 2r a c. 90v 27 ll. in colonna centrale inquadrate dal commento volgare; da c. 10r alla fine la pagina è divisa in due colonne, in quella di destra, di 36 righe, il testo della Commedia, in quella di sinistra, sempre 36 righe, la traduzione in esametri latini; dove la traduzione manca, lo spazio è rimasto bianco. Nei margini il commento latino. Tutti i canti dell'Inferno sono preceduti dall'argomento, in rosso, in volgare, tranne per i canti V,VI,VII, in latino. Per tutto il quaderno segnato b, nella colonna a destra appare la traduzione in esametri latini, considerata la più antica del poema dantesco, per un totale di 506 versi latini. I primi tre canti sono accompagnati da un commento in volgare identificato con l'Ottimo, il c. IV è privo di commento, tutto il resto dell'Inferno è accompagnato dalle chiose latine di Graziolo de' Bambaglioli; il Purgatorio è privo di commento. Il confronto con il "Colombino" della Biblioteca Capitular y Colombina di Siviglia e con il Senese I.VI.31 della Biblioteca Comunale degli Intronati permette di stabilire che mancano, oltre ai primi quattro canti, alcune chiose del c. VI, del c. VII e quelle finali del c. XXXIV.
Scrittura: minuscola cancelleresca di mano toscana.