Sezione Antica - La Storia
1736, il lascito di mons. Giusto Fontanini
Mons. Giusto Fontanini muore il 17 aprile 1736, disponendo nel proprio testamento - redatto un paio d’anni prima -, che alla sua morte vengano lasciate in eredità alla Comunità di San Daniele la sua collezione di libri (molti dei quali rari ed annotati di sua mano) e quella dei manoscritti e codici costruita nei lunghi anni di ricerca e corrispondenza erudita.
La spedizione della biblioteca di mons. Fontanini da Roma a San Daniele ha qualche ritardo a causa di controversie legate al testamento, e la raccolta subisce anche l’intervento degli inquisitori della Repubblica di Venezia che la bloccano con l’ordine di sequestrare tutti i documenti che riguardano la questione del Patriarcato di Aquileia.
In realtà Venezia interpreta l’ordine in maniera estensiva, sicché vengono compresi anche tutti i documenti sulle relazioni tra Venezia e la Santa Sede e l’Austria, per un totale di 58 volumi che finiscono presso la Biblioteca Marciana.
Altre parti della biblioteca del Fontanini vengono purtroppo nel frattempo vendute da parte degli altri eredi ed ora si trovano ora presenti in altre istituzioni bibliotecarie (Roma, Firenze, Pisa, Modena, Milano, Trieste e perfino Vienna), anche se la Guarneriana ne conserva la parte più consistente ed importante: un centinaio di codici manoscritti e circa 2.200 volumi a stampa tra cui rari incunaboli e cinquecentine.